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ECCO PERCHÈ LA TUA PASSWORD NON BASTA PIÙ

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SCUOLA E CYBER SECURITY

Quando pensiamo ai sistemi di autenticazione, la password è il primo e spesso l’unico metodo che ci viene in mente.

Ma la password non può più essere considerata sufficiente, soprattutto se non rispettano determinate regole.

Vediamo perché.
LE PASSWORD DEVONO ESSERE ROBUSTE
Password, 123456 e qwerty sono le password più comuni.

Se pensi di utilizzare password molto più evolute, ma credi che una lunghezza di 8 caratteri sia sufficiente, devi cambiare idea.

Una password di 8 caratteri che non contiene maiuscole, numeri o caratteri speciali, può infatti essere compromessa immediatamente; occorrono invece 2 minuti se la password contiene almeno una maiuscola e 7 minuti se sono presenti anche numeri.

È evidente che servono password molto più robuste perché siano realmente efficaci contro i moderni metodi di compromissione.
MA COME RICONOSCERE UNA PASSWORD FORTE?
  • servono tanti caratteri, almeno 15, meglio 16
  • deve contenere un mix maiuscole, minuscole, numeri e caratteri speciali
  • non deve essere riutilizzata per tutti gli accessi
Una password di 16 caratteri con lettere maiuscole, minuscole, numeri e simboli necessita di 92 miliardi di anni per essere compromessa, una bella differenza!
USARE UN PASSWORD MANAGER È MOLTO UTILE
Visto che è necessario utilizzare password lunghe e complesse, oltre che diversificarle per i vari accessi, è evidente che non è possibile memorizzarle tutte.

Al tempo stesso, sarebbe meglio non trascriverle per non correre il rischio di esporle troppo.

Il password manager è una buona soluzione, in quanto permette di archiviare, generare e gestire le proprie password per applicazioni locali e online.

Esistono diversi password manager molto affidabili sul mercato (ad esempio LastPass, 1Password, KeePass, Bitwarden e molti altri) e di norma sono forniti sia di plugin per i vari browser che app per i dispositivi mobili.

L’unica password che sarà necessario ricordare a memoria sarà la master password che protegge l’accesso al password manager, facilitando di molto la vita a chi deve necessariamente utilizzare molte credenziali di accesso.
L’AUTENTICAZIONE A 2 (O PIÙ!) FATTORI È FONDAMENTALE
Per quanto la password possa essere robusta e complessa, non possiamo evitare il rischio di data breach: ogni sito o applicazione dove ci autentichiamo potrebbe essere compromesso e le nostre credenziali potrebbero essere rubate.

La 2FA (dall’inglese 2 Factor Authentication) rafforza il sistema di autenticazione (si parla in questo caso di “strong authentication”), aggiungendo un ulteriore livello di protezione.

Sostanzialmente con questo metodo, oltre alla password, sarà necessario inserire un ulteriore parametro, di norma un codice chiamato OTP (dall’inglese One-time password), che può essere generato da un token (sia hardware che software) o, in alternativa, ricevuto via email o sms sullo smartphone.

La 2FA è prioritaria in particolare in caso di applicazioni e sistemi critici, dove la password da sola non sarebbe sufficiente per assicurare un’autenticazione sicura.

È possibile considerare di aggiungere ulteriori fattori, come ad esempio un secondo codice, un pin o un valore biometrico: si parla in questo caso di >Multi Factor Authentication o MFA.
I SISTEMI DI AUTENTICAZIONE BIOMETRICA SONO IL FUTURO?
Se le password possono essere rubate o compromesse, i sistemi di autenticazione biometrica consentono di superare questo limite e vengono considerati più convenienti e sicuri.

Ma non tutte le tecnologie sono allo stesso livello:
  • Il riconoscimento facciale analizza la geometria del viso per creare un modello digitale. È un metodo molto conveniente ma può essere compromesso e rivelarsi poco affidabile.
  • Il riconoscimento delle impronte viene utilizzato da anni dalle forze dell’ordine. Il processo digitale consente l’autenticazione in modo sicuro e veloce, anche sui dispositivi mobili.
  • Il riconoscimento dell’iride o della retina può richiedere apparecchiature molto complesse e la scansione non è così veloce come nei casi precedenti. Inoltre, le condizioni circostanti possono falsare il risultato in quanto le pupille si possono contrarre in ambienti troppo luminosi.
  • Il riconoscimento vocale analizza il suono della voce dell’utente. Ma rumori di fondo così come fattori che possono alterare la voce (basta un comune raffreddore), rendono questo metodo poco affidabile.
In conclusione, in futuro probabilmente le password verranno sostituite da metodi di autenticazione più sicuri e convenienti.

Ma, fino a quel momento è importante assicurarsi di utilizzare password robuste e di integrarle con password manager e 2FA.

Buon lavoro!

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SCUOLA E CYBER SECURITY

Settembre è il mese in cui ricominciano le scuole, ma la Cyber Security è sempre in agguato ed è importante conoscere i rischi e le...

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SCUOLA E CYBER SECURITY

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SCUOLA E CYBER SECURITY

Settembre è il mese in cui ricominciano le scuole.

Probabilmente non siamo abituati ad associare i rischi di Cyber Security con l’ambito scolastico, ma è bene ricordare che la diffusione dei mezzi digitali, ormai largamente utilizzati anche nelle scuole, oltre al ricorso alla didattica ibrida, comportano l’esposizione a minacce che non possono essere ignorate.
Quali sono i rischi di Sicurezza Informatica per l’ambito scolastico?
Il settore Education è tra i primi 5 più colpiti nel periodo 2018-21 (Fonte: Hackmanac Global Cyber Attack Report, guarda i dati nella nostra Dashboard): nel 2021 i cyber attacchi verso questo settore sono il 9% del totale.

Le tecniche utilizzate più di frequente sono malware (quasi nella metà dei casi), phishing e social engineering, sfruttamento di vulnerabilità, furto o violazione di credenziali.

I rischi principali comportano:

  • Accesso ad informazioni sensibili da parte di criminali
  • Furto di credenziali
  • Truffe e perdite economiche
  • Danni correlati alle infezioni da malware
  • Fermo delle lezioni e delle attività scolastiche
Quali sono quindi le soluzioni?
È importante che scuole e genitori siano consapevoli di queste minacce e che mettano in atto almeno le misure preventive minime:

  • Aggiornamento dei sistemi: i dispositivi informatici, in particolare quelli utilizzati da bambini e ragazzi, vanno aggiornati costantemente e tenuti in sicurezza (anche installando un antivirus).
  • Installazione di applicazioni: l’installazione di software, app e applicazioni dovrebbe avvenire solo da parte di adulti o comunque sotto la supervisione di genitori o insegnanti. Può essere utile utilizzare una password per consentire l’installazione di software aggiuntivo
  • Sistemi di autenticazione: Le password utilizzate dovrebbero essere sufficientemente complesse e diversificate per studente e sistema. In particolare se in presenza di didattica ibrida, è necessario assicurarsi di provvedere sistemi di autenticazione sicura per studenti ed insegnanti
  • Backup: tablet e computer possono essere smarriti o possono rompersi, rischiando di perdere i dati che erano contenuti nel dispositivo. Per gli studenti è necessario un sistema di backup che sia facile ed intuitivo, ma soprattutto automatico. Le scuole d’altra parte devono dotarsi di un efficace soluzione di backup che preservi tutti i sistemi utilizzati per la didattica oltre che i dati sensibili.
  • Reti sicure: le reti di accesso a Internet devono essere configurate con protocolli sicuri
Buon rientro a scuola, dunque, ma in sicurezza!

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ECCO COME NAVIGARE SUL WEB IN MODO SICURO

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ECCO COME NAVIGARE SUL WEB IN MODO SICURO

Nell’ultimo articolo abbiamo analizzato il comportamento dei browser in particolare in materia di privacy.

Oltre alla scelta del browser più adeguato, ci sono altri modi per proteggere la navigazione sul web e mettersi il più possibile al sicuro dalle minacce digitali.
Perché è così importante proteggere la navigazione su Internet?
Una navigazione non adeguatamente protetta può esporre ad un gran numero di rischi:

  • Malware: i software malevoli possono annidarsi ovunque, da allegati corrotti a software da installare in apparenza legali.
    In alcuni casi i malware sono annidati in banner pubblicitari (si parla in questo caso di “Malvertising”) o restano in agguato su siti di e-commerce per rubare i dati delle carte di credito delle transazioni (come nel caso dei Magecart skimmer).

  • Phishing: le truffe online sono all’ordine del giorno e non necessariamente solo tramite le email.
    Il Phishing può infatti colpire anche tramite SMS (si parla in questo caso di “Smishing”), telefonate (“Vishing”) e social media.

  • Perdita di dati o informazioni critiche: la navigazione non accorta può portare al furto di credenziali o informazioni importanti come dati bancari e finanziari, dati sensibili, ecc.
Cosa fare quindi?
Ecco sette azioni principali che consigliamo di intraprendere per navigare in modo più sicuro:

  1. Utilizzare protocolli sicuri:

    Tutti i moderni browser dovrebbero ormai forzare la navigazione dei siti web utilizzando il protocollo HTTPS (la versione sicura di HTTP, “HyperText Transfer Protocol“, il protocollo utilizzato per visualizzare i siti) anche dove il certificato di sicurezza non viene previsto dal gestore del sito.

    Nel caso in cui  il browser utilizzato fosse sprovvisto di questa funzione, è bene utilizzare un addon apposito, ad esempio HTTPS Everywhere, un’estensione free per Google Chrome, Mozilla Firefox e Opera, creata dalla collaborazione fra The Tor Project ed Electronic Frontier Foundation (EFF).

  2. Bloccare trackers e pubblicità:

    Anche in questo caso, i moderni browser dovrebbero offrire funzionalità apposite per impedire il tracciamento invisibile da parte di terze parti e bloccare la visualizzazione di banner pubblicitari.

    Nel caso queste funzionalità non fossero presenti o non fossero sufficienti, è necessario installare add-on appositi.

  3. Testare il proprio browser:

    Come abbiamo visto nell’articolo precedente, i browser raccolgono informazioni che possono mettere a repentaglio la nostra privacy e al tempo stesso fornire dati che possono esporre a futuri cyber attacchi: cookies, informazioni sul sistema, tracciamento delle attività per fini statistici, ecc.

    È importante scegliere un browser che protegga la privacy, ma anche mettere a punto le configurazioni perché la protezione sia efficace.

    Ci sono diversi siti dove testare il proprio browser, Cover Your Tracks di EFF è uno dei migliori.

  4. Valutare browser alternativi:

    Esistono alternative ai browser più noti che prevedono di default impostazioni più sicure e rispettose della privacy dei propri utenti.

    Ne abbiamo selezionate due:

    • Brave: È un browser basato su Chromium (lo stesso sistema di Google Chrome), in grado quindi di supportare le medesime estensioni, ma con la caratteristica di bloccare nativamente annunci pubblicitari e trackers.

      Inoltre, è attualmente l’unico browser a superare il test di “Cover your tracks” in quanto fornisce un fingerprinting randomizzato aggiungendo informazioni casuali alle richieste dei siti web.

      Questo permette di proteggere la privacy degli utenti creando un’impronta digitale univoca per ogni sessione di navigazione.

      Brave include anche una modalità anonima che integra Tor (vedi dopo), oltre a quella anonima standard.

    • Tor Browser: Tor è l’acronimo di “The Onion Router” e offre un sistema di navigazione con diversi livelli di crittografia per proteggere la navigazione.

      I dati si spostano attraverso un sistema di nodi volontari rendendo impossibile tracciare le attività del dispositivo.

      È un browser estremamente sicuro, sebbene anche abbastanza lento.

  5. Utilizzare la modalità anonima

    Navigare in modalità anonima impedisce al browser di salvare i cookies di tracciamento, la cronologia e le informazioni inserite nei moduli.

    Questo consente di mantenere una sorta di anonimato, sebbene le nostre attività saranno comunque visibili sui siti visitati.

  6. Sostituire il motore di ricerca di default con alternative più attente alla privacy:

    Google è di gran lunga il motore di ricerca più utilizzato al mondo (92,49% delle share di mercato).

    Utilizzarlo insieme a Google Chrome che, come abbiamo visto, è il browser preferito nel 70% dei casi, è un grosso rischio per la privacy.

    Esistono però motori di ricerca alternativi a Google, più rispettosi della privacy.

    DuckDuckGo è uno di questi: si tratta di un motore di ricerca molto attento alla privacy dei suoi utenti, che non raccoglie, traccia o condivide informazioni personali e cronologia.

  7. Utilizzare una VPN

    La VPN (acronimo di “Virtual Private Network”) consente di stabilire una connessione privata e sicura a Internet creando un tunnel criptato per proteggere le comunicazioni.

    Questo sistema consente di proteggere i dati trasmessi, oltre che evitare il tracciamento da parte di terze parti.

    Utilizzare una VPN è fondamentale per accedere a sistemi critici (come quelli business) da remoto o per gestire informazioni molto sensibili.

    È una buona pratica, inoltre, nel caso in cui si voglia usare un servizio WiFi pubblico senza eccessivi rischi.


  8. Navigare su Internet fa ormai parte del nostro quotidiano, sia per lavoro che nel nostro tempo libero è difficile ormai immaginare un mondo senza Internet.

    D’altra parte, il web espone ad un gran numero di minacce e proteggere la propria navigazione è il primo modo per mettersi al riparo dai rischi del mondo digitale.

    Buon lavoro!

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