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PROTEGGERSI DAI CYBER ATTACCHI: ECCO LE PRINCIPALI SOLUZIONI

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PROTEGGERSI DAI CYBER ATTACCHI: ECCO LE PRINCIPALI SOLUZIONI

Dopo aver approfondito le principali tecniche utilizzate nei cyber attacchi che, sebbene evolvendosi, rimangono sempre efficaci per i criminali informatici, esaminiamo le principali soluzioni.

Come abbiamo visto, le tipologie di minacce sono numerose e non sempre facili da arginare.

È chiaro quindi che non possa esistere un’unica soluzione stile “bacchetta magica” in grado di sconfiggerle tutte.

Al contrario, per mitigare queste problematiche, è necessario mettere a fattor comune e in modo organico molteplici soluzioni.

Vediamo quindi le principali tattiche per proteggersi (per quanto possibile) dai cyber attacchi e prepararsi a gestire al meglio le maggiori cyber minacce:

  1. Anti-malware

    I malware sono la principale minaccia informatica, utilizzata in oltre il 40% dei cyber attacchi noti.

    La prima misura di difesa in questi casi è quella di cercare di intercettare questa problematica prima che inizi a violare i sistemi informatici dotandosi di un buon anti-malware.

    Il mercato offre innumerevoli soluzioni a questo scopo e sostanzialmente tutti i principali vendor di antivirus mettono a disposizione prodotti di buon livello.

    Questi software, installati su ogni dispositivo informatico (e sarebbe bene includere anche quelli mobili), hanno il compito di rilevare codici malevoli, ma è importante sottolineare che spesso possono riconoscere solo minacce già presenti nel loro database.

    Per il corretto funzionamento di una buona soluzione anti-malware è fondamentale quindi, non solo che sia presente sui sistemi, ma anche che sia aggiornata regolarmente in modo da riconoscere e disarmare le più recenti minacce.


  2. Backup

    Nel caso dei ransomware, oltre ad un buon prodotto anti-malware, il backup resta la migliore soluzione.

    L’obiettivo del ransomware è infatti quello di ottenere il pagamento del riscatto per fornire la chiave di cifratura che permette di recuperare i dati.

    Va ricordato però che non è mai raccomandato assecondare le richieste di un criminale, senza nessuna garanzia, tra l’altro, di ottenere davvero la chiave di cifratura in cambio del pagamento.

    Una buona soluzione di backup, al contrario, è la migliore misura preventiva a questa minaccia, consentendo di recuperare i dati senza dover cedere al riscatto.

    Perché questa soluzione sia efficace, però, è necessario che il backup sia aggiornato, opportunamente configurato e mantenuto separato dai sistemi che protegge (per evitare che possa essere vittima a sua volta del ransomware).


  3. Verifica dei sistemi informatici

    Le vulnerabilità dei sistemi informatici vengono sfruttate nel 16% degli attacchi noti.

    Queste problematiche includono le mis-configurazioni e i difetti di installazione o progettazione che affliggono i sistemi informatici, in particolare in presenza di reti molto complesse o cresciute rapidamente.

    Il Vulnerability Assessment è la verifica periodica dei sistemi alla ricerca di queste problematiche e costituisce la principale difesa per questa tipologia di minaccia.

    Tramite questa verifica è infatti possibile individuare i sistemi e gli applicativi da aggiornare o eventuali problematiche non ancora note.

    È molto utile associare anche un Penetration Test al Vulnerability Assessment: con questo secondo tipo di verifica è possibile, infatti, testare come un eventuale cyber criminale potrebbe sfruttare le problematiche riscontrate e quali danni sarebbe in grado di apportare una volta violati i sistemi.

    Eseguire entrambe le verifiche ha il vantaggio di ottenere una buona fotografia del livello di rischio dell’azienda, oltre che le priorità da assegnare agli interventi di rimedio.

    I ricercatori, così come i criminali, scoprono continuamente nuove vulnerabilità, quindi è bene eseguire periodicamente questi assessment: idealmente ogni 6 mesi, ma almeno una volta all’anno.

    La gestione continua delle vulnerabilità viene chiamata Vulnerability Management ed è altamente consigliata in caso di sistemi critici o grandi aziende.


  4. Corsi di Cyber Security Awareness

    Phishing e Social Engineering sono minacce che cercano di sfruttare l’unica vulnerabilità che non prevede patch di sicurezza: il fattore umano.

    La soluzione a questa tipologia di minacce sono i percorsi di Cyber Security Awareness, ovvero appositi corsi allo scopo di illustrare le principali e più aggiornate tipologie di minacce e approfondire come riconoscerle.

    È importante che questi percorsi siano previsti per tutto il personale che utilizza i sistemi aziendali, per i dipendenti, quindi, ma anche i collaboratori e, idealmente, i fornitori.

    Al management andrebbero inoltre spiegate le responsabilità in caso di violazione dei sistemi e dei dati, sia dell’azienda stessa che dei clienti.

    Infine, è buona norma organizzare questi corsi almeno una volta all’anno in modo da essere aggiornati sulle ultime novità del mondo cyber ed i principali esempi di attacchi informatici.


  5. CDN e WAF

    I DDoS (Distributed Denial of Service) possono essere molto insidiosi e arrivare a rendere totalmente inoperabili siti o applicazioni web.

    La prima soluzione consiste nel ridurre la superficie di attacco limitando al minimo i servizi esposti ad Internet o riprogettandoli in modo che le applicazioni critiche siano opportunamente schermate.

    Una volta identificato il minor numero di server ed applicativi che è necessario esporre su Internet, una buona prassi è proteggerli adottando un sistema CDN (Content Delivery Network).

    Il CDN consiste in una rete di server collegati tra loro per ottimizzare la distribuzione dei contenuti di un servizio o un’applicazione web.

    L’utilizzo di un CDN consente di gestire il carico di traffico diretto verso i servizi web in modo da risolvere, tra l’altro, ogni eventuale problema di sovraccarico.

    È inoltre un ottimo metodo per migliorare la velocità di caricamento dei contenuti dei siti web, ottimizzandone il posizionamento nei motori di ricerca.

    Un’altra buona soluzione è dotarsi di un Web Application Firewall (WAF), un sistema in grado di filtrare e gestire il traffico a livello applicativo diretto ai servizi web.

    In questo modo è possibile intercettare ed intervenire in caso di richieste malevole di accesso ai servizi web, anche per quanto riguarda ulteriori minacce oltre ai DDoS.
Quale che sia la minaccia che più ci preoccupa o verso la quale siamo più esposti, è importante ricordare che la soluzione difficilmente sarà univoca e definitiva.

La sicurezza cyber va infatti considerata come un processo continuo in cui integrare elementi tecnologici, organizzativi e gestionali.

Buon lavoro!

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ECCO COME UNA VERIFICA DEI SISTEMI INFORMATICI PUO’ TUTELARE IL TUO BUSINESS

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ECCO COME UNA VERIFICA DEI SISTEMI INFORMATICI PUO' TUTELARE IL TUO BUSINESS

Dopo aver visto quali assessment bisognerebbe eseguire periodicamente sui sistemi informatici per individuare le problematiche sfruttate dai cyber criminali, vediamo invece come una di queste verifiche ha consentito ad un’azienda di salvarsi da una serie di minacce che non conosceva.

Il nostro cliente, con oltre 100 sedi e negozi in tutto il mondo, disponeva di report sulle vulnerabilità della loro rete.

In un’azienda di queste dimensioni, tuttavia, i sistemi che potrebbero essere affetti da problematiche sono innumerevoli, non solo i server, ma anche i PC degli impiegati, i dispositivi mobili, gli apparati di rete, le stampanti, ecc.

Non è semplice, quindi, in presenza di un’architettura così complessa ed in continua evoluzione, riuscire ad evidenziare le criticità.

Il nostro compito ogni anno era analizzare attentamente il report più recente, individuare le vulnerabilità più gravi e, successivamente, effettuare un Penetration Test su queste, ovvero una verifica di come avrebbero potuto essere attivamente sfruttate da un cyber criminale per violare i sistemi dell’azienda.

Aggiungevamo inoltre qualche assessment extra come la verifica dei profili Social dell’azienda, un test di phishing o di Social Engineering.

Certamente un progetto complesso ed ambizioso, eseguito con regolarità a partire da 10 anni fa, in un’epoca in cui attività del genere non erano affatto diffuse, ma che ha consentito all’azienda di scongiurare diverse problematiche, di implementare nuove contromisure e di verificarne i miglioramenti nel tempo.

Tanto lavoro quindi, ma anche grandi soddisfazioni.

Per esempio, quando abbiamo effettuato una verifica dei profili Social, ci siamo imbattuti in un finto customer care dell’azienda che offriva supporto ai clienti.

I criminali intercettavano i commenti dei clienti che necessitavano supporto direttamente dalla pagina ufficiale dell’azienda, dirottandoli poi su un profilo fake.

Oltre al danno per i clienti, la situazione presentava evidenti rischi per la reputazione online del brand.

La nostra pronta individuazione della problematica ha certamente scongiurato il peggio.

In un’altra occasione abbiamo invece individuato siti web malevoli che, utilizzando domini simili a quello del nostro cliente, vendevano prodotti contraffatti.

Con una ricerca approfondita siamo stati in grado di scovare diversi siti di questa tipologia, uno dei quali, di origine cinese, metteva in vendita falsi prodotti della nuova collezione.

Il Cliente ne aveva elaborato il design mesi prima, ma la collezione, destinata alla vendita solo successivamente, non aveva ancora ultimato la fase di produzione.

Il sito fake cinese, invece, stava già vendendo i prodotti con largo anticipo, un chiaro indicatore del fatto che i server dell’azienda erano stati violati per rubare il design della collezione.

Grazie alla nostra attività il Cliente ha quindi ottenuto due vantaggi.

  • Innanzitutto ha potuto sporgere denuncia alle autorità competenti, assicurandosi che il sito malevolo venisse chiuso.
  • Inoltre, ha svolto un’indagine approfondita sui propri sistemi per valutare come e quando era avvenuto l’attacco.

Con queste informazioni è stato possibile rivalutare le difese cyber dell’azienda, aggiornandole alla luce della violazione subita.

In definitiva, gli assessment sui sistemi consentono alle aziende di scovare problematiche che potrebbero essere sfruttate in modo malevolo.

Ma spesso è possibile anche individuare indicatori di cyber attacchi già avvenuti, mitigandone gli effetti e prevenendo ulteriori danni.

Decisamente un beneficio notevole!

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TRE VERIFICHE ESSENZIALI PER I PROPRI SISTEMI

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TRE VERIFICHE ESSENZIALI PER I PROPRI SISTEMI

Non è certo un mistero che i cyber attacchi siano all’ordine del giorno.


I cyber criminali cercano e sfruttano continuamente nuove problematiche per essere più efficaci nelle loro azioni criminali.


A questo si aggiunge la rapida evoluzione dei sistemi informatici ormai largamente utilizzati, che dovrebbero essere aggiornati tempestivamente.


Se le nostre reti ed i sistemi che le compongono crescono rapidamente, può diventare complesso identificare e tenere sotto controllo le eventuali problematiche che potrebbero esporci a cyber attacchi e perdite di dati.


Vediamo quindi quali sono le tre verifiche essenziali che dovremmo effettuare periodicamente sui sistemi informatici.



1) VULNERABILITY ASSESSMENT


Il Vulnerability Assessment è la verifica puntuale delle problematiche (vulnerabilità) di cui sono affetti i sistemi informatici dell’azienda.


Tra queste sono incluse l’assenza di aggiornamenti dei sistemi o delle applicazioni, mis-configurazioni, difetti di progettazione, protocolli errati, condivisioni dannose, utenze non più in utilizzo, ecc.


Queste problematiche, se sfruttate da un attaccante malintenzionato, potrebbero portare alla violazione dei sistemi con conseguente infezione da parte di malware o perdita di dati.


È importante eseguire un approfondito Vulnerability Assessment dei sistemi aziendali (server, pc, dispositivi mobili,) almeno una volta all’anno, meglio se più frequentemente.


La gestione continua e regolare del ciclo di verifica delle vulnerabilità viene indicata con il termine Vulnerability Management.


Questa rappresenterebbe l’ideale per il monitoraggio dei sistemi e l’identificazione tempestiva delle problematiche.


Ma richiede anche risorse dedicate a questo processo e in mancanza di queste risorse, è essenziale affidarsi ad un buon esperto di Cyber Security che possa effettuare un Vulnerability Assessment dei sistemi almeno ogni 6-12 mesi.



2) PENETRATION TEST


Il Penetration Test è la verifica della sfruttabilità delle vulnerabilità rilevate con il Vulnerability Assessment.


In pratica, se il Vulnerability Assessment scova le problematiche dei sistemi, con il Penetration Test si testa quanto e come queste potrebbero essere utilizzate dai cyber criminali per violare gli stessi sistemi.


Si tratta di un test complesso, condotto dal punto di vista di un potenziale attaccante simulando l’attacco informatico di un utente malintenzionato (pur assicurando di non apportare danni reali ai sistemi che si stanno testando, ma valutandone gli effetti potenziali).


Viene effettuato da Ethical Hackers con una conoscenza approfondita dei sistemi e dei protocolli.


Sebbene spesso il Vulnerability Assessment sembri una verifica sufficiente, è solo tramite il Penetration Test che si può valutare davvero il grado di esposizione dell’azienda ai cyber attacchi, ma anche i dati ed i sistemi che un criminale potrebbe raggiungere una volta ottenuto l’accesso.


È essenziale effettuare entrambe le verifiche ed affidarsi ad esperti Cyber Security di lunga data che saranno in grado di assicurare alta affidabilità pur conducendo test efficaci.



3) CODE REVIEW


La Code Review è la verifica del codice con cui sono scritte applicazioni software e siti web alla ricerca di vulnerabilità e di problematiche di qualità che potrebbero essere sfruttate per violare questi sistemi o che potrebbero in ogni caso influire negativamente sul corretto funzionamento.


La revisione del codice viene quindi eseguita per scovare difetti, funzionalità errate o pericolose, eventuale presenza di malware, ma anche per migliorare la qualità, le prestazioni del software e verificare la compatibilità con gli standard di sicurezza.


È molto importante che questa attività venga condotta da personale differente rispetto all’autore o agli autori del codice oggetto di verifica, e che chi la esegue abbia un’ottima conoscenza dei sistemi e dei linguaggi di programmazione.


Spesso ignorata tra le verifiche dei sistemi informatici, l’attività di Code Review dovrebbe invece essere obbligatoria in particolare in presenza di software critico, applicazioni (incluse quelle mobili) che trattano dati sensibili e portali di e-commerce.


È buona pratica eseguire la revisione del codice prima che le applicazioni e i siti vengano messi in esercizio, per poter mitigare le eventuali problematiche scovate.


Ma è altresì importante ripetere la verifica periodicamente per assicurare che non siano presenti nuovi difetti (come ad esempio un malware iniettato nel codice).


Buon lavoro!

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